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Qual'è la definizione di commercio a distanza?
Scambio di beni e/o servizi impostato tra un fornitore ed un consumatore attraverso l'impiego esclusivo di una o piu' tecniche di comunicazioni a distanza; tanto l'offerta quanto la vendita vera e propria (compreso anche il pagamento) vengono definiti, su schemi predisposti dal fornitore, senza la presenza fisica e simultanea del consumatore e del fornitore.

Qual'è la definizione di commercio elettronico?
Il commercio a distanza è organizzato tramite internet in generale e posta elettronica più in particolare.

Chi protegge espressamente la legge?
I consumatori finali, cioè i privati che non acquistano nell'ambito dell'esercizio di attività di professione e/o impresa; sono quindi esclusi i professionisti e le ditte individuali che fanno acquisti nell'esercizio di attività di professione e/o d'impresa.


Quali informazioni deve ricevere il consumatore?
Identità del fornitore, compreso il suo indirizzo geografico, soprattutto se si prevede il pagamento anticipato. Caratteristiche essenziali del prodotto/servizio, modalità di consegna ed impiego, tipo di pagamento richiesto e prezzo omnicomprensivo di tasse, imposte e spese di consegna. Deve essere chiaramente indicata la durata della validità dell'offerta e del prezzo. Insomma tutto quello che serve per prendere una decisione consapevole e ponderata, senza inganni o trabocchetti, secondo i principi di buona fede e lealtà .

A cosa deve corrispondere l'indirizzo geografico fornito?
All'indirizzo geografico deve poter essere trovato qualcuno a cui chiedere informazioni sui servizi di assistenza e sulle garanzie commerciali esistenti, ovvero dove esporre reclami.

Esiste un contratto da stipulare per iscritto?
Il consumatore deve ricevere, prima o al momento dell'esecuzione del contratto, conferma per iscritto o, a sua scelta, su altro supporto duraturo a sua disposizione ed a lui accessibile, di tutte le informazioni relative al suo acquisto. Nel caso del commercio elettronico il fornitore deve pubblicare tutte le informazioni dovute sul sito ed accertarsi che il consumatore ne abbia preso visione e ne abbia stampata una copia. Si consiglia in ogni caso di richiedere espressamente all'atto dell'ordine la presa d'atto del regolamento, dei requisiti tecnici e di funzionamento di quanto proposto.

Quando si può recedere dal contratto e restituire il prodotto servizio?
Sempre, salvo nei casi espressamente previsti e nei contratti in cui la norma è applicabile. L'esistenza del diritto di recesso deve essere specificata tra le informazioni obbligatorie, come deve essere specificata l'eventuale esclusione dal diritto stesso. Devono altresì essere indicate le modalità ed i tempi di restituzione o ritiro del bene o annullamento del servizio in caso d'esercizio del diritto di recesso.

Come si fa a recedere dal contratto e restituire il prodotto servizio?
Il consumatore ha diritto di recedere da qualunque contratto a distanza, senza alcuna penalità e senza specificarne il motivo, entro il termine di dieci giorni lavorativi. Per i beni il termine decorre dal giorno del ricevimento da parte del consumatore, ovvero dal giorno in cui il consumatore ha confermato per iscritto la ricezione di tutte le informazioni dovute; passati tre mesi, anche in carenza delle informazioni dovute, il contratto s'intende definitivamente perfezionato. Per i servizi fa testo la data della conclusione del contratto.

Quando non è possibile esercitare il diritto di recesso?
Non è possibile esercitare il diritto di recesso in caso di:
-fornitura di servizi la cui erogazione è iniziata a seguito di acconto prima della scadenza del periodo di prova previsto.
-fornitura di beni e servizi il cui prezzo è legato a fluttuazioni dei tassi del mercato finanziario che il fornitore non è in grado di controllare.
-fornitura di beni confezionati su misura o chiaramente personalizzati o che, per loro natura, non possono essere rispediti o rischiano di deteriorarsi o alterarsi rapidamente.
-fornitura di prodotti audiovisivi o di software informatici sigillati, aperti dal consumatore.
-fornitura di giornali, periodici e riviste.
-servizi di scommesse e lotterie.

E'possibile derogare all'esclusione del diritto di recesso?
I diritti attribuiti al consumatore dalla legge sono irrinunciabili. Se l'acquisto avviene in una nazione e con una legislazione diversa da quella italiana, le norme valgono se tradotte in italiano e comunque non possono contenere condizioni di tutela meno vantaggiose rispetto a quelle vigenti in Italia.

Come si esercita il diritto di recesso?
Il diritto di recesso si esercita con l'invio di una raccomandata con avviso di ricevimento all'indirizzo del fornitore entro dieci giorni lavorativi dal ricevimento del bene o dalla conclusione del contratto di servizio.

Può bastare una mail per esercitare il diritto di recesso?
Entro il termine stabilito la comunicazione del recesso può anche essere anticipata per fax, e-mail, telegramma, telex; deve però essere confermata entro le 48 ore successive. Serve in sostanza a prorogare di due giorni il tempo a disposizione per recedere.

Se ha versato una parte o tutto il prezzo dovuto, entro quanto tempo àrestituito?
Il rimborso deve essere attuato al più presto, non oltre trenta giorni dal ricevimento della comunicazione di recesso, senza alcuna trattenuta per spese o qualsivoglia altra sorte.

In quanto tempo il fornitore è tenuto a consegnare il bene o erogare il servizio?
Il fornitore deve perfezionare il contratto entro trenta gironi dalla trasmissione dell'ordine. Anche il fornitore può recedere dal suo obbligo nel caso di indisponibilità del bene, rimborsando prontamente le somme eventualmente incassate.

Se mi è fatto un addebito " fraudolento", mi è rimborsato l'importo?
Si, perchè l'Istituto di emissione della carta di credito ha il diritto ad addebitare il fornitore che ha addebitato la somma non  dovuta.


In caso di controversia, quale foro è quello competente?
La competenza territoriale inderogabile è quella del giudice naturale del consumatore, se ubicata nel territorio italiano.


Occorre avere una licenza per esercitare il commercio elettronico?
Il decreto legislativo 31.3.1998 n°114, all'articolo 18 stabilisce che la vendita al dettaglio attraverso un sito  internet, assimilata alla vendita per corrispondenza o per televisione, si può esercitare previa comunicazione al comune nel quale l'esercente ha la sede.  L'attività può essere iniziata decorsi trenta giorni dal ricevimento della  comunicazione. Per attivare una vendita attraverso un sito internet occorre avere e dichiarare la sussistenza del possesso dei requisiti di cui al precedente articolo 5 e specificare il settore merceologico, puntualizzando che si dispone dei requisiti eventualmente richiesti per l'esercizio di attività in  quello specifico settore merceologico.


Quando s'intende concluso un contratto telematico?
Ad oggi  vale la disposizione dell'art. 12 del Decreto del Presidente della Repubblica 10 novembre 1997, n. 513, per cui vale la  documentazione digitale inviata e ricevuta all'indirizzo elettronico dichiarato dalla controparte.


Hanno valore i documenti telematici?
L'articolo 15 della Legge 15 marzo 1997, n. 59 recita esattamente: gli atti, dati e documenti formati dalla pubblica amministrazione e dai privati con strumenti informatici o telematici, i  contratti stipulati nelle medesime forme, nonchè la loro archiviazione e trasmissione con strumenti informatici, sono validi e rilevanti a tutti gli  effetti di legge.